I FASCISTI TACCIANO E MEDITINO SUI LORO CRIMINI da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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I FASCISTI TACCIANO E MEDITINO SUI LORO CRIMINI da IL MANIFESTO

Il candidato sindaco dell’Urbe e i sei milioni di «banchieri»

Saluti romani. Gli unici che non hanno titolo di commemorare le vittime delle foibe sono i fascisti e i loro eredi

Moni Ovadia  10.10.2021

Le dichiarazioni del candidato sindaco dell’Urbe della destra Michetti, colpiscono per l’infimo livello del suo antisemitismo: per rozzezza metterebbe in difficoltà gli antisemiti di razza. Dunque la tragedia della Shoah, della distruzione degli ebrei d’Europa, progettata dai nazisti con la fattiva collaborazione di tutti i fascisti d’Europa, compresi i fascisti italiani – non il popolo, i fascisti – godrebbe nelle manifestazioni della memoria di soverchia attenzione da parte dei buonisti, rispetto al dramma delle foibe, per la ragione che gli ebrei hanno le banche. Le ceneri di sei milioni di «banchieri» di cui un milione e mezzo di bambini urlano. Con i deportati e i morti del ghetto di Roma, i più romani de Roma.

Questo politico da «generone romano» non prova pietà per le vittime delle foibe né per il dramma degli esuli istriani, perché il suo unico scopo è raschiare voti – non è forse stata Fd’I a guida Meloni che ha presentare in Parlamento una legge di fatto negazionista che chiede l’equiparazione delle foibe alla Shoah? Tutto ciò è vile. Gli unici che non hanno titolo di commemorale le vittime delle foibe sono i fascisti e i loro eredi. Se i fascisti italiani non avessero invaso le terre della Jugoslavia con i nazisti e, servendosi della complicità degli ustascia fascisti croati , non avessero commesso atrocità rimaste cancellate e impunite – pulizie etniche, stragi, stupri, campi di concentramento — le tristi vendette delle foibe non ci sarebbero mai state. I morti delle foibe, gli esuli istriani meritano giustizia, cordoglio e memoria. I fascisti tacciano e meditino sui loro crimini. L’Italia e Roma non hanno bisogno di squallidi clown che cavalcano l’antisemitismo.

Michetti sulla Shoah: «Per gli ebrei più pietà perché avevano banche»

Parole choc. Roma, il candidato del centrodestra contro la commissione Segre: «Limita la libertà del popolo»

Andrea Carugati  ROMA  10.10.2021

C’era una volta, e purtroppo c’è ancora, la storiella dal sapore antisemita che racconta la Shoah come più visibile di altri ignobili genocidi per il potere della cosiddetta «lobby ebraica». Una storiella cui sembra credere anche Enrico Michetti, candidato delle destra al ballottaggio di Roma.

«Ogni anno si girano e si finanziano 40 film sulla Shoah, viaggi della memoria, iniziative culturali di ogni genere nel ricordo di quell’orrenda persecuzione … e sin qui nulla quaestio, ci mancherebbe», scriveva il 19 febbraio 2020 sul sito di Radio Radio di cui è da tempo opinionista. «Ma mi chiedo perché la stessa pietà e la stessa considerazione non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta? Forse perché non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta…».

E ancora: «Purtroppo se non sei portatore di un qualche interesse diretto o indiretto per il cinico buonista non sei meritevole di tutela». Concetti assai diffusi nella galassia antisemita: non a caso alle vittime “privilegiate” Michetti contrappone quelle delle foibe. Il candidato di Giorgia Meloni ricorda che «le leggi razziali, l’olocausto, come del resto la tratta degli schiavi, ed ogni altra forma di abominio contro gli esseri umani segna il punto più basso della storia dell’uomo. Ma fare ciniche ed opportunistiche distinzioni è altrettanto ignobile e vergognoso». Altrettanto.

In un altro scritto del novembre 2019 (sempre su Radio Radio) si scaglia contro la commissione guidata da Liliana Segre contro razzismo e antisemitismo: «Per contrastare eventuali fenomeni di razzismo bastano i rimedi ordinari. La mia patria, uno dei luoghi più umani e accoglienti al mondo, non merita commissioni straordinarie che possano limitare la libertà di azione e di espressione del mio popolo».

E ancora, in un corsivo del 13 novembre 2019, dal titolo emblematico («C’è più fascismo a destra o a sinistra?): «Siamo sicuri che coloro che si ergono a censori di presunti comportamenti razzisti da parte degli italiani, che pongono al centro della scena la sofferenza straziante subita dal popolo ebraico (effettivamente patita e nei confronti dei quali va tutto il mio rispetto) non siano altro che degli affabulatori fraudolenti, i quali attraverso una assurda colpevolizzazione del popolo italiano vorrebbero renderlo domo e prono?».