Buongiorno Università. Dal “diario di bordo” d’un “referente d’area”
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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Buongiorno Università. Dal “diario di bordo” d’un “referente d’area”

Di Nicola SICILIANI DE CUMIS –

«Roma, 1° luglio 2010

Stamane mi ha contattato la Preside della Facoltà di Filosofia Marta Fattori, per informarmi di avere fatto in Rettorato il mio nome, quale “referente d’Area” per le discipline pedagogiche di Facoltà, nell’ambito dell’Organismo di Indirizzo e Raccordo (OIR), Aree 10 e 11…

Mi prendo un po’ di tempo per capire più precisamente di che si tratta e quali dovrebbero essere, esattamente, i miei compiti.

Sono il più anziano del gruppo dei pedagogisti romani della Sapienza. Avverto tutta la delicatezza e la responsabilità dell’eventuale incarico. Voglio rifletterci.

Ne parlo subito con i colleghi dei settori pedagogici, di cui dovrei essere il “referente”. Se accettassi l’impegno, avrei bisogno di tutta la loro collaborazione.

Non trovo obiezioni. Sciolgo positivamente la riserva.

[…]

Ecco perché queste annotazioni in estratto dal diario di bordo 2010-2012 rivelano soltanto la punta di un iceberg. La candida “vetta” di un abisso, sproporzionata ed asimmetrica rispetto alle sommerse enormità e oscurità marine della sottostante montagna di ghiaccio. Una cima a fior d’acqua, nel gioco delle proprie contingenti emersioni e immersioni; e, dunque, sottoposta alle urgenze ed emergenze che attualmente ne derivano, nel secolare ricordo dell’affondamento del Titanic, a mo’ di promemoria e congettura sul presente. E, purtroppo, in prospettiva.

Di qui la ragione, forse, per cui mi risulta impossibile ripensare all’esperienza della valutazione dei prodotti scientifici dell’Area disciplinare che congiunturalmente mi riguarda, quasi isolandola ed estraendola dall’intero contesto culturale, universitario (e civile), che sta in vetta, sulle pendici e a valle. Impossibile che io non abbia ben presenti, con la vicenda autobiografico-disciplinare che mi ha riguardato e riguarda come insegnante da oltre quarant’anni a questa parte, le specifiche esperienze “valutative”, scolastiche e universitarie, della mia lunga carriera…

Impossibile, cioè, che io mi occupi formalmente di “valutazione dei prodotti scientifici e didattici”, prescindendo dai contenuti reali delle mie proprie “normali” attività di ricercatore e di docente. Impossibile non guardarmi attorno e, mentre l’orchestrina continua a suonare eroicamente e sinistramente sulla tolda del transatlantico, non vedere contestualmente i disastri economico-finanziari, gli abissi sub-culturali, le ingiustizie sociali, le offese all’ambiente, il disprezzo delle persone, l’ignoranza della questione “giovani generazioni”, la sottovalutazione del potenziale d’intelligenza critica, la pervicace cattiva volontà del “non cambiamento” e le spinte autodistruttive di tutto un mondo, il nostro mondo… Oggettivamente impossibile (e irresponsabile), il non voler sapere; soggettivamente non desiderabile (e sconveniente) il non dover vedere».

Per continuare a leggere il libro di Nicola Siciliani De Cumis, Buongiorno università. Dal “diario di bordo” d’un “referente d’area”. Questionario 2010-2012, clicca qui.