Officina dei saperi | Mattarella&Cottarelli
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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Mattarella&Cottarelli

di Tonino PERNA –

Siamo tutti frastornati da quanto sta avvenendo a livello istituzionale. Il conflitto che si è aperto tra il presidente Mattarella e il duo Di Maio-Salvini non ha precedenti nella storia repubblicana.

Non essendo un costituzionalista vorrei solo esprimere uno stato d’animo che mi accumuna a tanti che in questo momento guardano smarriti a questa situazione.

In prima istanza, devo confessare di aver avuto un moto di simpatia e solidarietà verso il presidente Mattarella che per la prima volta mi sembra abbia tirato fuori la grinta e la determinazione che si addice a un capo di Stato. Poi, riflettendoci, ho cominciato a pensare che Mattarella sia un po’ mattarello e gli stia consegnando, involontariamente, il paese al perverso duetto che con molte probabilità potrebbe diventare un single: Salvini. Intervenire su un singolo ministro perché ha scritto o detto cose non condivisibili dal presidente della Repubblica non può costituire materia di reato e quindi impedimento a svolgere “con onore” il compito affidatogli.

In questo modo Mattarella ha trasformato Salvini in una vittima sacrificale sull’altare dell’ideologia europea.  Ancora più folle mi sembra la scelta di chiamare Cottarelli che non avrà nessuna minima speranza di ottenere la fiducia del Parlamento.  Se li avesse fatti governare avremmo avuto qualche speranza che la loro incapacità ci poteva lasciare qualche spazio politico per una alternativa  a questa crisi.

Così si andrà al voto che sarà un referendum tra Salvini e Di Maio, ovvero tra la padella e la brace.