COSA NON FARÀ IL GOVERNO DRAGHI da 18BRUMAIOBLOG
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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COSA NON FARÀ IL GOVERNO DRAGHI da 18BRUMAIOBLOG

Che cosa non farà il governo Draghi

08/02/2021

 Il nascente governo di Mario Draghi non farà quello che molti si aspettano. Non perché incapace o perché non voglia, ma non potrà farlo dati i rapporti di forza sedimentati nella società, di cui i partiti sono diretta e plastica espressione. Rapporti di forza che non sono accidentali e non hanno mai cessato di rinforzarsi a favore ovviamente di chi è già forte.

La tendenza all’immobilismo di questo paese è il prodotto degli interessi di ceti e gruppi che fino ad ora hanno opposto resistenza alla storia. Ecco perché il succedersi di governi tecnocratici rappresenta il giudizio sulla storia, non solo degli ultimi decenni, di questo paese.

Possiamo davvero immaginare una seria riforma fiscale laddove quasi la metà dei contribuenti dichiara meno di 15.000 d’imponibile e versa il 4,2% dell’Irpef totale? Tutta gente che vota e non si farà convinta che pagare le tasse è dovuto e giusto.

Credere in una seria riforma della giustizia contro il volere del partito trasversale dei prescritti e la casta dei magistrati? Gente di panza e di sostanza.

Illuderci che sarà possibile riformare strutturalmente la pubblica amministrazione laddove non ci sono riusciti i governi, quantomeno quelli dell’ultimo millennio? Riformare l’inamovibilità e revocare alcuni “diritti acquisiti” scatenerebbe la guerriglia.

Draghi non si propone rivoluzioni, non è un velleitario, e sa che i rapporti di forza nella società sono la misura di tutto, del compimento e del non compimento. Impossibile un livello d’intervento superiore. La posta in palio non è lo stravolgimento di tali rapporti di forza. Sarebbe oltretutto un suicidio politico personale in vista di altri orizzonti.

È altresì ben conscio della volontà dei partiti di ripiegare e ripararsi momentaneamente dietro il suo nome. Il suo ministero potrà fare qualcosa con ciò che resta, nelle sue forme profondamente degradate, di questo paese. Con la differenza, almeno negli intenti, di farlo in modo decente. Sempre se glielo consentiranno, questione tutt’altro che scontata.