Un appello in difesa della lingua italiana
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
4520
post-template-default,single,single-post,postid-4520,single-format-standard,cookies-not-set,stockholm-core-1.2.1,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-5.2.1,ajax_fade,page_not_loaded,wpb-js-composer js-comp-ver-6.1,vc_responsive

Un appello in difesa della lingua italiana

Care amiche e cari amici, 

un appello insolito, in difesa della lingua italiana.

Tutto facile: aprite il link a fondo pagina e firmate dove vi viene richiesto. Converrete con me che quanto sta accadendo alla lingua italiana costituisce un segnale grave dell’involuzione culturale del nostro Paese. Che cosa più della lingua, come Gramsci ci ha insegnato, parla della cultura di un popolo, della fase storica della sua egemonia? L’invasione dei termini inglesi e degli anglicismi nel nostro parlato e nel linguaggio mediatico, testimonia, in maniera devastante, la subalternità neocoloniale di gran parte del sistema mediatico nazionale alla cultura anglo-americana e alle sue ideologie. Tutto ciò non accade né in Francia, né in Spagna, né in Germania. Vogliamo reagire? Non ci sono leggi proibitive da reclamare, ma iniziative da prendere.

Prima di tutto essere consapevoli della portata politica di questa colonizzazione linguistica. Secondo, metterla in evidenza nei propri scritti. Terzo, usare l’arma della derisione in ogni occasione possibile contro chi usa parole inglesi per fenomeni e oggetti già noti in italiano.Occorre che tutti coloro fanno uso di tali termini . spesso di origine neolatina – vengano “denudati” pubblicamente e additati nella loro ridicola ignoranza. Costoro sono veicoli servili e inconsapevoli di valori altrui e ignorano le basi della loro cultura: la ricchezza incomparabile della lingua italiana.

Cari saluti, Piero

https://www.change.org/p/sergio-mattarella-basta-anglicismi-nel-linguaggio-istituzionale-viva-l-italiano-litalianoviva