Officina dei saperi | RASSEGNA SULLA SOVRANITÀ ALIMENTARE
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
2165
post-template-default,single,single-post,postid-2165,single-format-standard,cookies-not-set,ajax_fade,page_not_loaded,,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-4.6,wpb-js-composer js-comp-ver-5.5.2,vc_responsive

RASSEGNA SULLA SOVRANITÀ ALIMENTARE

Si segnala l’edizione 2017 della “Scuola della Terra” in Sardegna che prevede una rassegna di incontri sui temi della sovranità alimentare:

– AGROECOLOGIA E NUOVI CONTADINI, sabato 30 Settembre, Norbello (OR), Sala consiliare del Comune

– BENI COMUNI, GOVERNO DEL TERRITORIO E USI CIVICI, sabato 7 ottobre, Abbasanta (OR), Centro Agorà

– POLITICHE PUBBLICHE E MERCATI LOCALI PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE, sabato 18 novembre, Selegas (CA), Sa Domu de sa Contissa

– EDUCAZIONE AMBIENTALE E RETE DELLA VITA. PERCORSI PER UNA SVOLTA NECESSARIA, sabato 25 novembre, Selegas (CA), Sa Domu De Sa Contissa

Per consultare il programma dettagliato clicca qui.


Col proprio lavoro la “Scuola della Terra in Sardegna” intende interrogarsi e aprire spazi di confronto, mediazione e progettualità sulla condizione umana e ambientale nel corrente periodo di disgregazioni collettive e irrigidimenti identitari. A questo fine la Scuola propone esperienze di formazione ecologica incentrate sulla transizione a modelli efficaci di cittadinanza, sulla nuova ruralità, sulle agricolture naturali, sulle trasformazioni agrourbane e sulla conversione ecologica dell’economia.

Partiamo dalla constatazione che gli schemi convenzionali del potere come dominio (“potere su”) si stanno rivelando inadatti ad affrontare adeguatamente la complessità del mondo attuale e a conseguire comportamenti umani accettabili. Riteniamo che per affrontare le criticità di sistemi sociali sempre più interconnessi su scala globale sia indispensabile sviluppare una visione cosmocentrica dell’esistenza. La ricerca di nuove forme di convivenza e di stili di vita più consapevoli e sobri si va affermando come ragionevole alternativa alla perpetuazione di conflitti, distruzioni ambientali, guerre e sradicamenti forzati, anche di intere popolazioni.  Ricercando soluzioni non verticistiche e indirizzandoci a scelte di coevoluzione (“potere con”) vorremmo segnalare e percorrere strade  di superamento o mitigazione degli atti prevaricatori che con svariati impatti negativi caratterizzano la vita umana organizzata. Perciò ci opponiamo alle forme di strumentalizzazione della diversità, storicamente ridotta a strumento di discriminazione (sessista, religiosa, etnica, nazionalistica o di classe) e di auto-oppressione della specie umana.

La Scuola impiega modelli aggiornati di conoscenza sulle realtà ambientali-territoriali-sociali e propone momenti di confronto e iniziative sulla tutela della rete della vita (umana ed extra-umana) e sulla difesa dei beni comuni indispensabili al suo sostegno. Ad approcci didattici-scientifici si affiancano laboratori pratici ed esperienze formative “autoctone” (fondate cioè sull’espressione di saperi contestuali). I destinatari della Scuola sono insegnanti scolastici di ogni ordine e grado, agricoltori, professionisti e operatori del territorio, amministratori di enti pubblici, studenti, specializzandi universitari e tutti coloro che intendono impegnarsi in percorsi di cittadinanza attiva. Focalizziamo la nostra attenzione sulle attività indispensabili alla sussistenza umana: come si sono sviluppati i sistemi di produzione e consumo del cibo e di tutte le esigenze di base, e come potrebbero essere ristrutturati in modo equo e sostenibile? Come riconfigurare le attività produttive e i modelli di consumo dei beni e delle merci per non squilibrare ulteriormente i nostri contesti ambientali e sociali ed anzi per pervenire a soddisfacenti livelli di qualità della vita quotidiana? Ci interessano lo stato del pianeta e dei suoi cicli ecologici, l’esercizio dei diritti democratici, la rigenerazione dei saperi civici e delle economie locali, la sovranità energetica e alimentare.
A proposito di queste ultime due espressioni, precisiamo che per noi la nozione di sovranità non va confusa con rivendicazioni genericamente “sovraniste” che vanno ultimamente diffondendosi presso un’opinione pubblica sempre più colpita e frastornata dagli effetti negativi della globalizzazione finanziaria e della corrispondente crisi economica. Prendiamo le distanze da malintese forme di nazionalismo e di protezionismo politico, culturale ed economico. Sotto le insegne di certi nuovi sovranismi, le istanze di controllo sulle risorse vengono rivendicate in base a genuini malumori e bisogni popolari; eppure, non a caso, nessuna seria riflessione interviene sulle regole basilari della moderna organizzazione sociale, né vengono minimamente messi in discussione i meccanismi produttivi delle economie di crescita. Le regole della governance sociale ed economica continuano così ad essere dettate da élitarie “cabine di regia” che si autoproclamano protettrici di un supposto bene comune o “interesse nazionale”.

Contatti: scuoladellaterra@gmail.com | 334/1663188