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Il reddito di base nell’era digitale | di Giuseppe Allegri

Segnaliamo l’uscita del libro di Giuseppe ALLEGRI, Il reddito di base nell’era digitale. Libertà solidarietà condivisione, per i tipi di Fefè. Il libro sarà presentato il 2 marzo al Macro Asilo di Roma. Per informazioni cliccare qui.

I temi del volume. Questo libro si inserisce nel movimento globale che dentro la crisi economica dell’ultimo decennio ripropone ancora una volta l’utopia concreta del reddito di base. Lo fa recuperando cinque secoli di pensieri e lotte per la giustizia sociale: dall’ideale repubblicano alla rivoluzione digitale. A fianco di Thomas More e Luciano Bianciardi, Erich Fromm e Carole Pateman, André Gorz e Stefano Rodotà. Con il marxiano intelletto generale, la musica di The Clash e UB40, fino alle attuali sperimentazioni in giro per il mondo, tra Africa, Europa e Silicon Valley.

L’autore. Giuseppe Allegri negli anni si è occupato di diritto costituzionale italiano, comparato ed europeo e storia delle istituzioni politiche, con particolare attenzione al rapporto tra società e istituzioni e alle trasformazioni delle forme del lavoro, dei diritti e dei sistemi di Welfare, collaborando con università, fondazioni, centri e progetti di ricerca. È autore di studi, saggi, ricerche e volumi, tra i quali: La transizione alla Quinta Repubblica (2013); La furia dei cervelli (2011) e Il Quinto Stato (2013), con Roberto Ciccarelli; Sogno europeo o incubo? (2014) e Libertà e lavoro dopo il Jobs Act (2015), con Giuseppe Bronzini. È tra i curatori dei volumi La rivoluzione fra mito e costituzione (2017), Il tempo delle Costituzioni. Dall’Italia all’Europa (2014), Ventotene. Un manifesto per il futuro (2014), Democrazia e controllo pubblico dalla prima modernità al Web (2012). Scrive sul quotidiano il manifesto e su periodici e riviste, scientifiche e culturali. È redattore di OperaVivaMagazine, socio fondatore di Basic Income Network–Italia, ricercatore nel progetto europeo Commonfare. Con Fefè Editore ha pubblicato (2013) Le due carte che (non) fecero l’Italia.