Officina dei saperi | Il cinema e le quattro giornate di Napoli
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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Il cinema e le quattro giornate di Napoli

di Vittorio BOARINI –

La bella recensione che Piero Bevilacqua ha fatto al libro di Giuseppe Aragno mi ha portato alla memoria il capolavoro di Luigi Comencini Tutti a casa, uscito nel 1960. Gli interpreti principali sono Alberto Sordi e Serge Reggiani, ma va citato anche il cammeo recitato da Eduardo De Filippo in forma splendida.

Albertone è un tenente dell’esercito italiano che l’8 settembre, come tanti, pensa di tornare a casa, affrontando molte traversie narrate con esemplare equilibrio tra il comico e il drammatico. Il tenente, il cui plotone si è disperso, punta su Roma accompagnato soltanto da Serge Reggiani, un soldato semplice che deve raggiungere Napoli. L’intreccio del film, un raro esempio di commedia all’italiana che narra realisticamente una storia drammatica, porta a Napoli entrambi i protagonisti. Poco dopo il loro arrivo il popolo insorge contro i tedeschi invasori e i nostri “eroi” si trovano coinvolti, loro malgrado, nella lotta di liberazione.

Il soldato semplice resterà ucciso, mentre il tenente, che aveva qualche esperienza, a differenza del gruppo di insorti fra cui viene a trovarsi, del funzionamento di armi automatiche, impugna la mitragliatrice e inizia a sparare con acquisita consapevolezza contro il nemico del popolo e dell’Italia.

Questo è il significativo finale del film, che ebbe molti riconoscimenti e fu ottimamente restaurato nel 2016 in occasione dei cento anni dalla nascita del regista (scomparso nel 2007). Ho avuto la fortuna di vedere alla Mostra di Venezia la copia restaurata e segnalo con piacere che da essa sono stati tratti i relativi DVD, attualmente disponibili.