GUARDARE AL FUTURO DELLA TERRA da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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GUARDARE AL FUTURO DELLA TERRA da IL MANIFESTO

La strana carovana degli Ultimi 20 del pianeta

Tonino Perna  18.07.2021

Quindi, passando per Roma, l’Aquila e Sulmona, arriverà a Milano a fine settembre per concludersi a S.Maria di Leuca. Prendere in considerazione, far conoscere e incontrare gli ultimi 20 paesi vuol dire guardare al futuro della Terra e dei suoi abitanti, da un’altra prospettiva, significa andare alle radici dei drammi e contraddizioni che vive oggi la società umana.

Dall’inizio di quest’anno, mentre in Italia iniziavano le riunioni del G20, dei Grandi della Terra, un gruppo di amici e compagni (come si diceva un tempo…) ha pensato che valesse la pena esplorare la possibilità di riunire gli “Ultimi 20”, non per un controvertice, ma per far emergere l’altra faccia del nostro pianeta. Progressivamente in questi mesi, lavorando sotto traccia, abbiamo messo in contatto le comunità di immigrati in Italia e nella Ue provenienti dai L20, una importante associazione di enti locali come Re.Co.Sol. (Rete Comuni Solidali), Welcome (una rete di piccoli Comuni che praticano interessanti forme di accoglienza), decine di associazioni ed Ong che sono impegnate da tempo nel mondo della cooperazione internazionale e della solidarietà militante.
Gli L20 non sono i paesi più poveri del mondo, ma i più “impoveriti”, rapinati, travolti da guerre intestine, spesso finanziate da potenze esterne.

Sono i paesi da cui le popolazioni sono costrette a fuggire, e sono in maggioranza accolti dai paesi limitrofi (circa il 90 per cento dei rifugiati africani), o tentano di raggiungere i paesi occidentali, i G20, che erigono barriere, muri o, peggio, pagano regimi sanguinari per detenere in condizioni disumane queste persone disperate.

E’ proprio sulla tragedia del Mediterraneo, di questo mare diventato cimitero delle speranze degli Ultimi della terra, che si apre il 22 Luglio con una mostra, promossa da Mediterranean Hope e curata da Francesco Piobbichi, la prima tappa dei L20, a Reggio Calabria. Seguiranno tre giorni di incontri e dibattiti su migrazioni, conflitti, cooperazione decentrata, modalità di accoglienza di immigrati e rifugiati, ius soli europeo, seconde generazioni, corridoi umanitari, ruolo della Ue, ecc.

La mattina del 22 Luglio un ponte che unisce la città di Reggio al suo porto, verrà intitolato all’ambasciatore Luca Attanasio, unitamente al ricordo del suo autista Mustapha Milambo, e del carabiniere, Vittorio Iacovacci, che lo scortava. A quattro mesi esatti dall’eccidio avvenuto nel villaggio di Kibumba, zona orientale della Repubblica democratica del Congo, il comune di Reggio Calabria ha voluto rendere omaggio a questa figura di ambasciatore che rappresentava, con il suo impegno civile e la sua carica umana, la parte migliore del nostro paese. Alla cerimonia sarà presente la viceministra Marina Sereni, l’ambasciatore della R.D.C., le principali autorità civili e militari, nonché una rappresentanza delle comunità congolesi in Italia.

Last Twenty but not Least. Questi 20 paesi che soffrono più di altri fame e conflitti, non sono di certo gli Ultimi, per storia, cultura, tradizioni, risorse naturali, paesaggi, umanità. Vogliamo farli conoscere al di là della cronaca che se ne occupa solo per grandi tragedie, con mostre, video, film, libri e tutto ciò che può portare ad una migliore percezione della realtà. Sono paesi che vanno studiati in tutti gli aspetti, sul piano economico, sociale, politico, ambientale.

A Roma, dal 9 all’11 settembre, ci occuperemo di lotta alla fame, agro-ecologia, ruolo istituzioni internazionali; dal 17 al 21 settembre in Abbruzzo e Molise di dialogo interreligioso, giovani e movimenti per la pace, dal 23 al 26 settembre a Milano di difesa della salute su scala globale, effetti del mutamento climatico, resilienza e politiche di mitigazione degli eventi estremi.

Ultima tappa, infine, a Santa Maria di Leuca nel Campo internazionale per la pace dedicato a Don Tonino Bello, dove si scriverà una sintesi conclusiva.

Riteniamo importante che Last Twenty non si fermi qui, agli eventi di quest’anno, ma prosegua con l’obiettivo di misurare la temperatura sociale e ambientale del nostro pianeta nei punti più sensibili, per capire dove va la nostra economia, società ed ecosistema. L20, come un altro paradigma, un diverso punto di vista con cui immaginare un futuro per il nostro pianeta.