Exit Roma. Di Scandurra
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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Exit Roma. Di Scandurra

Segnaliamo l’uscita del libro di Enzo Scandurra, Exit Roma, per i tipi di Castelvecchi.

«Roma mostrava il suo volto più spietato come se volesse vendicarsi degli affronti subiti. Sporcizia e abbandono regnavano in quelle vie che una volta erano state meta di fiumi di turisti distratti, simili a cavallette che divoravano tutto. Ora sembravano strade bombardate o sconvolte da una furia divina abbattutasi senza pietà».

La premonizione apocalittica che incombeva sulla città si è infine avverata: la Città Eterna è un organismo in putrefazione dove Crisi Economica ed Epidemia hanno sconvolto ogni cosa. Il centro abbandonato alla barbarie offre uno scenario desolante popolato di cani randagi e altri animali in fuga che si aggirano in cerca di cibo, di carovane che vagano cantando l’Apocalisse di Giovanni e di bande che si fronteggiano per sopravvivere. Eppure gira voce che da qualche parte in città esista una comunità rinata che, praticando una forma di comunismo primitivo, ha trovato una nuova speranza. Davide, lasciato dalla moglie in seguito a un incidente, è rimasto a vivere da solo nel suo quartiere bene, dove nostalgicamente resiste sforzandosi di condurre una vita normale fatta di visite ai conoscenti e piccole commissioni. Quando però la situazione comincerà a precipitare minacciando la sua vita e quella dei pochi che ancora si ostinano a tenere duro nel quartiere, si troverà suo malgrado a dover prendere una decisione estremamente rischiosa.

Enzo SCANDURRA
È nato e vive a Roma. Ha insegnato per oltre quarant’anni Urbanistica presso la facoltà di Ingegneria della Sapienza. Tra i suoi libri: Gli storni e l’urbanista (2001), Un paese ci vuole (2007), Ricominciamo dalle periferie (2009, in collab.), Vite periferiche (2012), Il pianeta degli urbanisti (2013, con Giovanni Attili), Recinti urbani (2014, con Massimo Ilardi), Fuori squadra (Castelvecchi, 2017), Muri (2017, con Massimo Ilardi), La città e l’accoglienza (2017, in collab.), Miserie e splendori dell’urbanistica (2018, con Ilaria Agostini).
Fa parte della redazione delle edizioni manifestolibri e della redazione della rivista «Luoghi comuni» (Castelvecchi). Collabora al quotidiano «il manifesto».