Officina dei saperi | Basta con il tritacarne del precariato universitario – Sabato 4 febbraio 2017 a Roma
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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Basta con il tritacarne del precariato universitario – Sabato 4 febbraio 2017 a Roma

ADI, AIPAC, ANDU, ARTeD, CISL Università, CNU, CONFSAL-CISAPUNI-SNALS, CoNPAss, Federazione UGL Università, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS Docenti Università, UDU, UIL RUA

BASTA CON IL TRITACARNE DEL PRECARIATO

Sabato 4 febbraio 2017 a Roma (sede da comunicare)

INCONTRO NAZIONALE SUL DRAMMA DEL PRECARIATO UNIVERSITARIO

UN APPELLO

Le Organizzazioni universitarie rappresentative di tutte le componenti (professori, ricercatori, lettori/CEL, tecnico-amministrativi, precari, dottorandi, studenti) in tutti questi anni hanno denunciato come il Sistema universitario statale sia continuamente e progressivamente sottoposto a pesantissimi attacchi che lo stanno fortemente ridimensionando per arrivare all’emarginazione o alla scomparsa della maggioranza degli Atenei, soprattutto al Sud.

Si è già denunciato come i progressivi e ingenti tagli alle già scarse risorse, il blocco del turn over, la messa a esaurimento dei ricercatori a tempo indeterminato e la crescita a dismisura del precariato senza alcuna speranza di stabilizzazione, la valutazione usata come clava per limitare la libertà di ricerca e di insegnamento dei docenti, l’accentramento esasperato dei poteri a livello nazionale e negli Atenei, lo svuotamento del diritto allo studio che dovrebbe invece essere garantito anche a chi è privo di mezzi appaiano ingiustificabili e autolesionisti, se non fossero operati deliberatamente per cancellare l’idea stessa di un’Università di qualità, democratica, aperta a tutti e diffusa nel Paese.

In questo contesto prevale il dramma degli attuali oltre 40.000 ricercatori destinati, come coloro che li hanno preceduti, all’espulsione dall’Università, senza che si sia dato loro alcuna seria possibilità di concorrere a posti di docenza a tempo indeterminato.

Il precariato non è un incidente, ma il frutto di una lucida e cinica scelta di chi vuole una docenza universitaria con pochi docenti ‘veri’ (gli ordinari), un po’ più di docenti subalterni (gli associati) e decine di miglia di precari “usa e getta”, sparpagliati in una giungla di figure (dottorandi, borsisti, assegnisti, ricercatori a tempo determinato, ecc.). Precari senza i quali non sarebbe possibile assicurare i già ridotti livelli di ricerca e di didattica.

Per raggiungere questo obiettivo, dal 2008 i docenti di ruolo sono diminuiti di oltre 11.000 unità, che diventeranno circa 20.000 nei prossimi anni, mentre è cresciuto a dismisura il precariato, con tempi di permanenza sempre crescenti.

Tutto ciò sta comportando – e comporterà sempre più – l’abbassamento della quantità e della qualità dell’offerta formativa e dell’attività di ricerca.

COSA È NECESSARIO E URGENTE

Per assicurare all’Università l’indispensabile ricambio generazionale, pena la sua completa desertificazione, e per dare risposte adeguate e immediate alle migliaia di ricercatori precari, si ribadisce che è necessario un reclutamento straordinario attraverso il bando di 20.000 posti di ruolo (4000 all’anno per cinque anni), così da riportare il numero dei docenti universitari a quello del 2008, riavvicinando l’Italia alla media europea nel rapporto tra numero dei docenti/ricercatori e numero degli abitanti.

UN APPELLO

La questione del precariato nell’Università è – con tutta evidenza – un problema che riguarda non solo i diretti interessati, costretti ad anni e anni di incertezza, di scarsa retribuzione e di subalternità, ma riguarda l’intera Università, ovvero anche i docenti di ruolo e gli studenti.

Riguarda, in particolare, gli Organi accademici che, in assenza di una netta distinzione tra reclutamento (attraverso prove comparative) e progressioni di carriera (attraverso valutazioni individuali) e in presenza di insufficienti risorse, troppo spesso finiscono per ‘investire’ principalmente nell’avanzamento di chi è già in ruolo.

Non c’è più tempo da perdere. E per questo invitiamo tutte le Componenti universitarie a farsi carico del problema del precariato, discutendone in tutte le sedi possibili.

In questa direzione Sabato 4 febbraio 2017 a Roma si svolgerà un Incontro nazionale per approfondire la questione del precariato e le sue implicazioni per l’intera Università e anche per avviare un pubblico confronto su quale debba essere la fascia della docenza da individuare per lo sbocco in ruolo degli attuali precari e con quali modalità realizzarlo.