Officina dei saperi | Edgar Morin | L’unità complessa della natura. La cooperazione disciplinare
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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Edgar Morin | L’unità complessa della natura. La cooperazione disciplinare

Edgar Morin, originale pensatore francese plurinovantenne ancora attivo, è forse lo studioso che più di ogni altro ha indagato la potenza e i limiti della scienza contemporanea. La fisica, la chimica, la biologia, la botanica, da lui sistematicamente esplorate, gli hanno permesso di indagare il mondo vivente, come pochi altri filosofi hanno fatto, ma gli hanno anche mostrato la loro parzialità. La natura non si fa racchiudere in fenomeni isolati. Lo scienziato che analizza degli insetti in laboratorio riesce senza dubbio a scoprire cose importanti sulla loro composizione organica e sulle loro caratteristiche, ma compie pur sempre un’operazione parziale. Non coglie il modo in cui quegli organismi agiscono, si comportano, si modificano nel loro ambiente naturale, a contatto con le piante, altri insetti, i loro predatori, la temperatura, la pioggia, ecc. Per avere una conoscenza più profonda degli esseri viventi non si può prescindere dall’habitat in cui essi agiscono, dai legami molteplici che intrattengono col mondo nel suo complesso, non si può prescindere dall’ecologia, da quella scienza che analizza la vita all’interno di ecosistemi determinati.

Morin ha indagato con impegno sistematico il mondo della natura mettendo a frutto i molteplici saperi scientifici contemporanei, ma unificandoli e facendoli dialogare in nuova scienza, la scienza della complessità. Quel sapere che in maniera più aderente corrisponde alla rete di fenomeni connessi e complessi che formano l’unicum della natura. Il patrimonio culturale che ci lascia è condensato nei 6 volumi della Méthode (Seuil, 1977-2004), ma anche in numerosi altri testi, dedicati a temi ambientali, politici e soprattutto di innovativa pedagogia. Morin ha dato contributi importanti al rinnovamento dei criteri della formazione dei giovani nell’epoca attuale. Si tratta di libri e opuscoli di taglio talora meno sistematico, quasi tutti tradotti in Italiano.

(p.b.)

I brani qui pubblicati sono:

La necessità di un riaccorpamento disciplinare tratto da La vita della vita, secondo volume della Méthode (La vie de la vie, 1980), edito da Cortina, in seconda edizione, nel 2004;

Vola l’uccello tratto da L’anno I dell’era ecologica. La terra dipende dall’uomo che dipende dalla terra, seguito da un dialogo con Nicolas Hulot, pubblicato da Armando Editore nel 2007 (L’an I de l’ère écologique. La Terre dépend de l’homme qui dépend de la Terre, Tallandier, 2007).