La regolazione pubblica degli OGM
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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La regolazione pubblica degli OGM

di Dario BEVILACQUA –

Il tema degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) è al centro di un vivace dibattito, di opinione e scientifico, che coinvolge studiosi ed esperti di diverse discipline.

Due elementi caratterizzano in modo particolare questi prodotti: la multidimensionalità e l’imprevedibilità dei loro effetti.

Al di là delle diverse posizioni in materia, è innegabile che gli OGM vadano a insistere e condizionare una molteplicità di settori e interessi socioeconomici: la salute umana e animale, la tutela dell’ambiente, la produzione agricola, la concorrenza tra operatori nel commercio di semi, mangimi e alimenti, le culture gastronomiche dei territori. Per questo sono una materia complessa, multidimensionale.

Parimenti, anche sugli effetti futuri di una diffusione degli OGM su larga scala, sussiste una grande incertezza. Non solo con riferimento agli effetti per gli organismi che li ingeriscono – siano essi umani o animali –, ma anche avendo riguardo all’impatto sui costumi, sull’economia, sul modo di produrre cibi, sull’ecosistema in cui viviamo. Il secondo elemento che caratterizza tale materia, come anticipato, è l’incertezza scientifica sulle conseguenze derivanti da una diffusione estesa degli OGM… LEGGI TUTTO IL CONTRIBUTO

[si vedano anche i contributi alla discussione di Marcello Buiatti e di Piero Bevilacqua]