Officina dei saperi | Nuove destre. Le ragioni del radicamento del Front National
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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Nuove destre. Le ragioni del radicamento del Front National

Riceviamo da Tonino Perna il saggio di Antonio MARTINO. Lo pubblichiamo di seguito.

Le ragioni del successo. Crisi strutturale e radicamento del Front National nelle regioni francesi

di Antonio MARTINO

Occorre risalire al 1992 per trovare nella geografia elettorale d’Europa un evento d’importanza paragonabile alle prossime elezioni presidenziali Francesi: la scelta del nuovo inquilino dell’Eliseo, infatti, può determinare la conclusione del progetto d’integrazione continentale faticosamente approvato dagli elettori d’Oltralpe venticinque anni fa con un soffio risicato di preferenze favorevoli. L’approvazione del Trattato di Maastricht e della nascente Unione Europea con uno scarto di appena un milione di voti riuscì a disperdere le ombre timorose del precedente CED, consegnando al Presidente Mitterand un faticoso successo politico. Di converso, il possibile successo di una forza euroscettica come il Front National comporterebbe – dopo il referendum inglese e il trionfo di Donald Trump negli USA – il coronamento di quelle istanze complesse e diffuse a cui spesso con molta faciloneria s’applica l’etichetta di populismi.

Le difficoltà dell’Unione Europea e dell’Eurozona, emerse con prepotenza durante la crisi economica del 2008-09, sono state esasperate dalle scelte di politica economica tendenti ad un sostanziale irrigidimento dei bilanci degli Stati membri, contrazione dei consumi, aumento della tassazione. Le misure di austerità profuse soprattutto nei paesi periferici, assecondando il ciclo economico anziché contrastarlo, hanno acuito le difficoltà della cintura mediterranea (Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro, Italia) esportando verso il core le problematiche di deflazione, depressione della domanda interna, disoccupazione strutturale che caratterizzano oggi la gran maggioranza delle nazioni appartenenti alla moneta unica. In questo contesto di difficoltà la Francia riveste un ruolo complesso e contraddittorio: condividendo le scelte del duo Merkel-Schäuble Parigi ha continuato ad esercitare il tradizionale ruolo di partner dell’asse francotedesco, con la spiacevole e fondamentale conseguenza di trascinare l’economia d’Oltralpe verso il baratro economico-sociale. Non è quindi un caso che la prossima tornata elettorale risulti decisiva per le sorti dell’Unione Europea, poiché è in Francia e sui francesi che si sintetizzano oggi le contraddizioni irrisolte del modello d’integrazione comunitario… Per continuare a leggere il saggio clicca qui.