SINISTRA: “CONTRO LA GUERRA e IL LIBERISMO” da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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SINISTRA: “CONTRO LA GUERRA e IL LIBERISMO” da IL MANIFESTO

De Magistris lancia il partito con Rifondazione e Pap: «Contro la guerra e il liberismo»

SINISTRA. L’ex sindaco di Napoli contro Conte: «Ora dice no alle armi, ma ha votato a favore. E con Salvini chiudeva i porti. Gli amici di Putin? Sono al governo con Draghi»

Andrea Carugati  28 aprile 2022

L’obiettivo è chiaro: intercettare il voto antisistema e pacifista, quel pezzo di popolo di sinistra che nel 2018 si era rivolto al M5S. Luigi De Magistris ha presentato ieri alla Camera la sua nuova creatura, insieme alle deputate del gruppo Manifesta, gemellato con Rifondazione e Potere al popolo.

Da questi due soggetti della sinistra radicale parte la sfida dell’ex sindaco di Napoli che ha obiettivi molto ambiziosi, vuole mettere in piedi qualcosa di più di un rassemblement di simboli, ma un vero soggetto politico. E che alle prossime politiche correrà da solo, in aperta sfida a Pd, M5S e alleati.

«Vogliamo costruire una proposta di rottura ma anche di governo, una coalizione popolare, civica», spiega. «Sappiamo che partiamo ultimi, ma possiamo viaggiare in territori impervi, far comprendere chi siamo e cosa vogliamo fare». Lui è già partito per un lungo tour in tutta Italia, per far mettere radici alla nuova sinistra che si ispira esplicitamente all’esperienza francese di Mélenchon. «Non assumo la guida di nulla, siamo tanti, siamo il quarto stato».

La guerra è certamente un’opportunità, apre uno spazio politico a sinistra. «Vogliamo dare voce alla maggioranza degli italiani che non sono allineati al pensiero unico guerrafondaio», dice l’ex sindaco, che cita un manifesto firmato da alcuni intellettuali come Piero Bevilacqua, Filippo Barbera, Pier Giorgio Ardeni, Laura Marchetti, Domenico De Masi: una sorta di piattaforma del nuovo soggetto politico. «Vogliamo unire chi non si riconosce nelle politiche liberiste, chi è alternativo al draghismo e contro l’economia di guerra».

«Mi preoccupa la subalternità dell’Europa agli Usa», dice De Magistris. « E non accetto che chi critica la scelte della Nato sia definito putinano. Gli amici di Putin, da Berlusconi a Salvini, sono al governo con Draghi». «La scelta di Putin l’abbiamo già condannata senza ambiguità, è un crimine. Ma i Paesi occidentali non hanno fatto nulla, compreso Zelensky, per scongiurare questo esito. Siamo già entrati in guerra e non ce lo dicono, e questo non si può fare con un decreto interministeriale».

Netta la critica a Conte «che ha votato l’invio di armi in Ucraina e ora sembra cambiare idea perché vede il crescere delle mobilitazioni». Stoccate al leader M5S anche sulle «promesse tradite sull’ambiente» e sui porti che «venivano chiusi durante il suo governo con Salvini». «Io a Napoli il porto l’ho tenuto aperto e non guardavamo il colore della pelle dei profughi».

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