PERSONE PENSANTI NON COSE CONSUMANTI da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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PERSONE PENSANTI NON COSE CONSUMANTI da IL MANIFESTO

L’interezza umana e l’attualità del suo aut-aut

Rosa Luxemburg . Oggi v’è ancora un’attualità del messaggio di Rosa Luxemburg? Molte cose sono cambiate a più di un secolo dalla sua morte, la gravissima “crisi del marxismo” è da decenni sotto i nostri occhi; non si può più riproporre sic et simpliciter il suo marxismo, ma rimangono a nostro avviso esemplari la sua testimonianza etica e politica, la tensione alla giustizia, alla verità e alla pace, la passione bruciante per la vitaFranco Toscani  03.07.2021

A centocinquant’anni dalla nascita di Rosa Luxemburg (1871-1919), possiamo ripensare nelle nuove condizioni della “globalizzazione” l’aut-aut tra socialismo e barbarie da lei evidenziato più di un secolo fa. Già ne “il manifesto” del 14 gennaio 1979 Rina Gagliardi colse una “dimensione profetica” di questo aut-aut, che oggi assume anche una decisiva valenza ecologica, in riferimento alla devastazione ambientale prodotta dallo sviluppo capitalistico. L’abisso che si avvicina non riguarda infatti soltanto le modalità della convivenza umana, ma anche la natura e la sopravvivenza stessa di tutti gli esseri viventi.

Per costruire il socialismo non basta operare una rivoluzione soltanto politica, rovesciare il potere e sostituirlo con gruppi ristretti di “rivoluzionari di professione”, come voleva Lenin. Rosa insiste sul senso di solidarietà e di fratellanza, sull’esigenza di auto-organizzazione e di auto-governo tra i lavoratori. Il socialismo non può essere conseguito da un partito-stato che monopolizza il potere, con cui si dà l’avvio a un nuovo regime oppressivo, come avverrà poi con lo stalinismo. Non a caso nel mezzo del suo ultimo discorso politico compare un riferimento filosofico essenziale a un classico come Lessing, al suo genuino e profondo amore per l’umanità e la verità.

Il cospicuo epistolario di Rosa Luxemburg ci consente di apprezzare la ricchezza della sua personalità, non riducibile al mero aspetto politico-rivoluzionario. Nelle sue lettere emerge infatti pienamente anche la donna coi suoi sentimenti e affetti, il suo bisogno di dare e ricevere amore, la valorizzazione dell’amicizia, il vivo senso della bellezza, l’amore per la vita e per la cultura, la tensione a un rapporto più armonico con la natura e con gli altri animali (si ricordi a questo proposito il celebre episodio del bufalo maltrattato in una lettera dal carcere).

Nelle lettere è notevole la volontà fortissima di felicità amorosa, unita alla consapevolezza lucida delle enormi difficoltà, anzi dell’impossibilità di questa felicità. Quest’amore immenso per gli uomini, la natura e la vita nelle sue molteplici manifestazioni, le darà una forza straordinaria per sopportare le condizioni più avverse e in pari tempo un grande desiderio di gioire, di godere in pienezza le ricchezze della vita, di ristabilire sempre un equilibrio fra sé e l’ambiente di vita.

La lotta rivoluzionaria e l’impegno politico sono una lotta per il senso e la dignità della vita, per il riscatto della vita offesa e umiliata. Una nuova società socialista prevede la liberazione integrale dell’uomo, per giungere non solo a nuovi rapporti economici di produzione, ma altresì – come ha sottolineato Lelio Basso – a rapporti politici di autogoverno e, soprattutto, rapporti umani di responsabilizzazione, fratellanza e amore. Nell’ultimo periodo Rosa insiste sull’importanza della questione femminile e del movimento delle donne. Essendo anche e soprattutto una rivoluzione culturale, antropologica ed etica, oltre che politica, economica e sociale, essa concerne pure in modo essenziale il rapporto uomo-donna e ha bisogno più che mai dell’apporto decisivo della cultura delle donne nel cambiamento concreto della vita quotidiana.

La vocazione alla felicità passa attraverso l’autodisciplina e il lavoro ben svolto, ma cozza contro l’alienazione universale che in modi diversi colpisce oppressi e oppressori, sfruttati e sfruttatori, vittime e carnefici, poveri e ricchi, emarginati e potenti, tutti in vario modo stravolti nella loro umanità. Nella sua visione la rivoluzione non comporta soltanto il cambiamento di segno delle strutture economiche e dei poteri politici, ma intende essere anche e soprattutto la trasformazione radicale e quotidiana della vita, del modo di pensare e di vivere degli esseri umani.

Oggi v’è ancora un’attualità del messaggio di Rosa Luxemburg? Molte cose sono cambiate a più di un secolo dalla sua morte, la gravissima “crisi del marxismo” è da decenni sotto i nostri occhi; non si può più riproporre sic et simpliciter il suo marxismo, ma rimangono a nostro avviso esemplari la sua testimonianza etica e politica, la tensione alla giustizia, alla verità e alla pace, la passione bruciante per la vita e la difesa strenua della vita offesa, la lotta intransigente per la dignità di tutti gli esseri sfruttati e oppressi.

Non vanno poi assolutamente trascurati altri aspetti come l’amore genuino per la poesia e la musica, l’arte, la scienza, la cultura e il pensiero libero, l’onestà intellettuale e la rettitudine morale, l’aspirazione coerente e costante a una vita umana degna e a una nuova civiltà planetaria, la valorizzazione della dimensione affettivo-sentimentale. Più che mai viva nei nostri cuori e nelle nostre coscienze, Rosa Luxemburg lascia a noi e alle nuove generazioni una eredità cospicua, benché noi sia scontato che essa possa essere ripresa e dare i suoi frutti

Federico Grazzini: «L’equilibrio della Terra si sta alterando pericolosamente»

L’intervista. Per il meteorologo, docente di meteorologia all’Università Lmu di Monaco di Baviera gli ultimi «dati allarmanti devono creare “panico attivo”. Non possiamo permetterci di abbandonare la speranza e la volontà di agire rapidamente. Stiamo assistendo a un fenomeno più estremo di sempre che lascia interdetti noi meteorologi»Linda Maggiori  03.07.2021

Un’eccezionale ondata di calore da settimane sta soffocando mezzo pianeta. In Canada, dove al grande caldo sono seguiti incendi che stanno devastando interi villaggi, l’ultimo bollettino parla di almeno 500 moti in pochi giorni. Ma la crisi climatica investe appunto anche altre aree del mondo, dagli Stati uniti alla Russia al Medio Oriente.

Cosa sta succedendo? Ne parliamo con Federico Grazzini, docente di meteorologia all’Università Lmu di Monaco di Bavieradocente di meteorologia all’Università Lmu di Monaco di Baviera, meteorologo presso Arpae-Simc e divulgatore scientifico (insieme a S. Rossi ha recentemente scritto il libro Fa un po’ caldo di Fabbri Editore).

Caldo estremo che sfiora i 50 gradi in Canada, siamo in una fase di accelerazione del riscaldamento globale?

L’ondata di calore sugli Stati Uniti nord-occidentali e sul Canada è qualcosa di particolarmente eccezionale, che lascia letteralmente interdetti noi meteorologi. Si tratta di +10° gradi rispetto ai precedenti record cioè ai valori massimi raggiunti negli ultimi 100 anni e +20° in più rispetto alle medie e alla climatologia. Qualcosa di incredibile.

Domenica scorsa si è registrato 46.6°C, record che ha battuto di 6.6 gradi il precedente che resisteva dal 2008 (su una serie storica con dati dal 1921), poi lunedì la temperatura massima è salita a 47.9°C, infine martedì a 49.6°C.

Questo è accaduto non solo in una particolare stazione meteorologica ma in generale in tutta la vasta provincia della British Columbia. I modelli numerici lo avevano previsto con molti giorni d’anticipo. E se i modelli hanno avuto ragione sulla previsione di un fenomeno così estremo e diverso da quelli accaduti nel passato, viene da pensare che gli scenari a lungo termine non promettano niente di buono.

Ci sono tutta una serie di indicatori che il riscaldamento globale stia accelerando. Il motivo è che il bilancio energetico della Terra si sta alterando pericolosamente, trattenendo sempre più calore; come dimostrato recentemente da un gruppo di ricercatori della Noaa che hanno individuato un raddoppio di questo sbilancio tra il 2005 e il 2019.Un’onda di calore che inasprisce le disuguaglianze sociali.

Ci colpisce quello che accade in Canada perché è un paese del Nord del mondo, un paese ricco. Ma le temperature infuocate sono anche nel Medio Oriente, si stanno registrando 51-52 gradi in varie città in Iraq, in Kuwait: una situazione invivibile, insopportabile per ogni essere umano, soprattutto se vive in situazioni di miseria senza sufficiente acqua e senza energia per climatizzare le case.

Ci stiamo avvicinando alla temperatura massima assoluta mai registrata sulla Terra, che è 56 gradi, ma è stata registrata in zone abitate dall’uomo. Questo vuol dire che sempre più luoghi stanno diventando inabitabili, con conseguenti fughe e migrazioni.

La percezione di quello che sta succedendo è purtroppo ancora troppo scarsa nei mass media occidentali. Anche in Italia ci sono stati decessi di lavoratori (e molti malori) dovuti al caldo, gente costretta a lavorare all’aperto nonostante le temperature proibitive.

Sono uscite alcune anticipazioni del rapporto Ipcc, sempre più catastrofico.

Anche se non è un documento ufficiale e sarà ancora sottoposto a revisione scientifica, quello che colpisce, e credo che probabilmente non cambierà nella versione finale è il suo linguaggio, molto più netto, più estremo del rapporto precedente.

La quantità di letteratura scientifica prodotta recentemente, la potenza di calcolo associata a modelli climatici sempre più raffinati, e l’osservazione diretta di ciò che sta accadendo tolgono ogni ragionevole dubbio della diversa traiettoria che abbiamo imposto alla nostra atmosfera. Siamo sempre più capaci di vedere nel dettaglio le pericolose conseguenze alle quali andremo incontro.

Siamo sempre più vicini al punto di non ritorno?

Questi dati allarmanti devono creare un «panico attivo», che stimoli l’azione e che non ci porti alla rassegnazione. Non possiamo permetterci di abbandonare la speranza e la volontà di agire rapidamente. La ritrosia e i tentennamenti dei politici per motivi economici, per non far «retrocedere» l’economia, sono inaccettabili, bisogna far comprendere che le vecchie economie, basate sul fossile e sul consumo infinito, saranno comunque distrutte perchè insostenibili.

Nella sua tesi «Extreme precipitation in Northern-Italy: genesis, classification, predictabiity», parla di piogge e eventi estremi. Sono l’altra faccia delle ondate di calore che stiamo vivendo in questi giorni?

Certamente, se l’atmosfera si scalda, aumenta il vapore acqueo che può contenere e quindi le precipitazioni, dove si verificheranno, saranno più intense. Riscaldandosi molto velocemente, infatti, le zone secche diventeranno sempre più secche ed estese, per effetto della probabile espansione delle zone di alta pressione subtropicali.

Anche il Mediterraneo rischia questa sorte. Di questo passo nelle nostre latitudini la frequenza delle precipitazioni diminuirà (poiché sarà più difficile arrivare a condensazione), ci sarà quindi una netta diminuzione delle piogge in primavera e estate, con siccità estesa e ondate di calore sempre più intense. In autunno la situazione di ribalta, si creeranno condizioni favorevoli per forti piogge ed eventi estremi di portata molto pericolosa.

Questa estremizzazione del ciclo idrologico rende molto complicata la gestione della risorse idrica. Nel Nord Italia e nelle Alpi in particolare, l’aumento delle temperature si fa più sentire, fondono i ghiacciai che sono le nostre principali riserve di acqua dolce, si stima che metà del volume sia già stato perso.

Basare la vita e le colture solo sulle acque superficiali è estremamente difficile. Creare bacini per contenere l’acqua delle piogge autunnali torrenziali, che servano poi per l’estate, in un territorio fragile e densamente popolato come il nostro, è un’impresa davvero ardua.