Officina dei saperi | La sola speranza di futuro viene dai disperati. Il nostro dibattito
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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La sola speranza di futuro viene dai disperati. Il nostro dibattito

venerdì 14 luglio 2017

La vicenda evidenziata da Giuseppe Aragno e il suo testo sono estremamente significativi. A questo punto appelli e denunce servono a poco. Occorre LOTTARE e farlo lasciando il segno! Limitarsi ad appendere cartelli elettorali più o meno di sinistra non serve a niente.

Ignazio Masulli

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venerdì 14 luglio 2017

Bello; e molto utile ricordare in questi giorni cos’è stato il fascismo.

Roberto Budini Gattai

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Care e cari,

sì, l’autoritarismo avanza e noi lo denunciamo. E ringrazio Giuseppe Aragno per le lucide e vibranti parole che ha scritto. Tuttavia, prendendo anche spunto dalle considerazioni di Ignazio Masulli, debbo invitarvi a riflettere  su un aspetto spiacevole della nostra posizione. Purtroppo siamo in una fase in cui scrivere lettere e lanciare appelli non basta più. E rischia anzi di diventare un surrogato dell’impegno politico. Io credo che in questa fase occorrerebbe concentrare i nostri sforzi nel tentativo in atto di ricomporre le forze politiche della sinistra. È la nostra debolezza politica, sono i rapporti di forza asimmetrici, che danno all’avversario ormai la certezza di potere osare tutto. Occorrerebbe, ciascuno nel suo ambito e nel suo territorio, sforzarsi di operare in questa direzione concreta. È una esortazione che io non credo sia discorde dai fini dell’Officina. Naturalmente ognuno è libero di interpretare questa esortazione come vuole, e secondo le esperienze che ha alle spalle. Ma io ho il dovere di mettere tutti in guardia dal fatto che l’Officina non deve diventare lo sfogatoio delle nostre frustrazioni e della nostra impotenza.

Un caro saluto,

Piero

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Caro Piero,

ti comprendo e hai ragione. Al contempo ti segnalo con il pessimismo della volontà e l’ottimismo della disperazione un’ennesima nefandezza del mondo universitario che però non trova eco nemmeno nel movimento stesso o in quello che ne resta. Sul sito ROARS riprendendo un’inchiesta de “Il Fatto quotidiano” si denuncia il fatto che l’ANVUR (Agenzia di valutazione dell’Università) ha corretto e alterato molti file del suo rapporto annuale sulla ricerca e colto sul fatto il presidente ha argomentato che il documento non ha un valore ufficiale.

Mente sapendo di mentire e come ben dice De Nicolao su Roars lo fa sapendo che vi sono decine e decine di “gnomi compiacenti ” che applicheranno quel rapporto per stabilire i finanziamenti e le classifiche delle varie università italiane.

In altri tempi avremmo chiesto una commissione d’inchiesta, le dimissioni del presidente ANVUR e una mozione di sfiducia del Ministro che tace su tutto questo.Fatto un documento come altri ne abbiamo fatti insieme con firme eccellenti.  Oggi siamo tutti occupati a decidere se il movimento per la dignità dei docenti universitari ha ragione o meno a proclamare uno sciopero degli esami per aprire una trattativa sul recupero degli scatti d’anzianità.

Questione “dignitosa”, vista la proletarizzazione della categoria ma appunto difesa dell’esistente che non tocca nemmeno il fatto che il 43% dei docenti universitari è rappresentato oggi da precari con contratti atipici, altro che scatti!

un saluto

Ugo